Oggi: 31 Agosto 2025
5 Giugno 2025
2 minuti di lettura

Giovanni Brusca è libero: cosa significa davvero per la giustizia italiana

Il ritorno del “boia di Capaci”: la libertà di Giovanni Brusca e le crepe della memoria italiana

Il 5 giugno 2025 Giovanni Brusca è tornato ufficialmente un uomo libero. Dopo 25 anni di carcere e 4 di libertà vigilata, l’ex boss mafioso, autore materiale della strage di Capaci e dell’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, conclude il suo percorso giudiziario. Una decisione che divide l’Italia, solleva domande profonde e impone una riflessione su cosa sia, oggi, la giustizia.

Nato nel 1957 a San Giuseppe Jato, figlio del boss Bernardo Brusca, Giovanni cresce dentro Cosa Nostra. La sua fedeltà a Totò Riina lo porta a diventare uno dei sicari più temuti dell’organizzazione. È responsabile di oltre 100 omicidi, tra cui l’esecuzione efferata del piccolo Giuseppe Di Matteo, sciolto nell’acido.

La strage di Capaci: 23 maggio 1992

Alle 17:58 l’autostrada A29 salta in aria. Brusca aziona il telecomando da una collina. L’esplosione uccide il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti Montinaro, Schifani e Dicillo. È l’inizio della guerra totale tra mafia e Stato.

Arrestato nel 1996, Brusca collabora subito con la giustizia. Le sue rivelazioni aiutano lo Stato ad arrestare centinaia di mafiosi. Inizia così il suo percorso da “pentito eccellente”. Ma a quale prezzo?

La legge Falcone e la collaborazione

La legge sui collaboratori di giustizia, voluta da Falcone, prevede sconti di pena in cambio di informazioni vitali. Brusca rientra nei parametri. La sua collaborazione smantella vertici di Cosa Nostra. Tuttavia, la sua uscita dal carcere crea un conflitto tra giustizia formale e giustizia morale.

Nel 2021 esce in libertà vigilata. Oggi, nel 2025, il suo debito penale è estinto. Vive sotto protezione, con una nuova identità. È un uomo “riabilitato”, almeno sulla carta. Ma il Paese lo ha davvero perdonato?

Le reazioni delle famiglie delle vittime

Tina Montinaro: “Io non ho avuto uno sconto. Mio marito è morto”. Maria Falcone: “Comprendo la legge, ma il dolore resta”. Il sentimento comune è quello di un tradimento istituzionale verso chi ha pagato il prezzo più alto.

Giustizia utile o giustizia etica?

Il caso Brusca apre il dibattito su una giustizia che privilegia la strategia investigativa a discapito della dignità collettiva. È lecito concedere la libertà a un uomo che ha distrutto famiglie, infanzia, futuro?

Oltre 1.400 collaboratori di giustizia, migliaia di arresti. Ma tra loro ci sono assassini, boss, spietati carnefici. L’utilità investigativa può giustificare tutto? Dove si ferma il compromesso?

La memoria di Capaci, come quella di via D’Amelio, rischia l’oblio. Lo Stato ha dato una nuova vita a Brusca. Ma chi si prende cura della memoria delle vittime? Chi garantisce che non si trasformi in indifferenza?

Forse neppure Giovanni Falcone avrebbe accettato il ritorno alla libertà di un boia come Brusca. Ma il suo nome, e la sua legge, sono oggi usati per giustificare tutto. La giustizia ha seguito la legge. Ma ha tradito la verità?

Lettera22 continuerà a raccontare, indagare e ricordare. Perché il dovere della memoria è un pilastro della democrazia. E perché, a distanza di 33 anni, non possiamo permetterci di dimenticare.

Aiutaci a far nascere il Progetto Editoriale LaLettera22, contribuisci alla raccolta fondi

Marco Natali è un informatico e sviluppatore web con una forte specializzazione in PHP. Fondatore di GESICOM, una web agency che offre servizi completi nel campo della comunicazione digitale, Marco si occupa da anni di progettazione e sviluppo di siti web, soluzioni su misura e consulenze IT per aziende e professionisti.

Accanto alla sua carriera nel mondo tech, coltiva da sempre una profonda passione per la cronaca nera, un interesse che lo ha spinto ad avvicinarsi al giornalismo investigativo. Da qui nasce la sua collaborazione con lalettera22.it, sito di cui oggi cura la gestione tecnica, ma sul quale ha anche iniziato a firmare i suoi primi articoli di approfondimento dedicati a casi di cronaca, storie irrisolte e fenomeni sociali.

Tra codice e penna, Marco unisce rigore analitico e curiosità umana, portando avanti progetti che intrecciano tecnologia, comunicazione e racconto della realtà.

libri finzione
Previous Story

Libri che non esistono: quando la finzione raddoppia

Next Story

Addio alle urne: il patriottismo ai tempi del 2 giugno

Ultimi articoli dal Blog

Torna inalto